Al tramonto il traghetto della valle rimase incagliato vicino alla riva. L'acqua aveva nascosto il sentiero del guado e sull'altra sponda aspettavano tre famiglie con le loro ceste. Il vecchio barcaiolo guardò la corda consumata e disse che tirare con forza l'avrebbe spezzata. Nessuno propose di entrare nell'acqua. La valle aspettava: non un vincitore, ma un passaggio. Nilo, che aveva appena imparato a fare i nodi, raccolse la corda di riserva. Era troppo corta per raggiungere il traghetto. Sua sorella Ada portò una seconda corda, ma un nodo frettoloso scivolò quando i due lo provarono fra gli alberi. Dalla riva opposta qualcuno gridò di muoversi. Nilo abbassò gli occhi: per un momento gli sembrò che la fretta degli altri fosse un comando più forte del consiglio del barcaiolo. Ada sciolse il nodo. «Se cede qui, cederà anche là», disse. Il barcaiolo mostrò ai fratelli un collegamento più saldo; lo provarono di nuovo a terra. Poi fissò la corda dal molo al traghetto, seguendo il bordo raggiungibile dalla riva. Nilo e Ada tirarono insieme agli adulti, finché la barca si liberò. Il barcaiolo la condusse lungo il tratto d'acqua che conosceva e raggiunse le famiglie. La valle aspettava: non un vincitore, ma un passaggio. Quando tutti furono sbarcati, una bambina chiese chi avesse salvato il traghetto. Nilo indicò Ada; Ada indicò il barcaiolo; il barcaiolo mostrò le mani di chi aveva tirato. Nilo avrebbe potuto raccontare di una forza prodigiosa. Scelse invece il nodo rifatto e la prova fra gli alberi: nel loro piccolo paese, quella sera, erano stati abbastanza grandi da fermarsi prima di riprovare.