Una classe dispone di un piccolo orto scolastico immaginario e deve scegliere come usarlo durante la primavera. Nel testo A, Lorenzo propone una parte coltivata con la stessa pianta in file regolari. «Così confrontiamo la crescita nei punti più esposti al sole e in quelli vicini al muro», scrive. Non vuole un orto vuoto di varietà: propone di destinare l'altra parte alle piante già presenti, che la classe continuerà a curare. Nel testo B, Sofia propone invece di mantenere diverse piante in entrambe le parti. Vorrebbe preparare schede su foglie, tempi di crescita e bisogni differenti. «Se riduciamo troppo la varietà, avremo meno specie da descrivere», osserva. Teme inoltre che il confronto suggerito da Lorenzo non sia preciso se cambia anche la quantità d'acqua ricevuta nei diversi punti. Il suo progetto permette di studiare differenze, ma richiede più schede e più controlli. Durante la discussione, Lorenzo accoglie il problema dell'acqua e propone di registrare le annaffiature. Sofia riconosce che non tutte le piante esistenti sparirebbero: aveva letto troppo rapidamente la divisione dell'orto. Entrambi vogliono osservare piante reali e conservarne traccia. Danno però priorità a domande diverse: Lorenzo cerca un confronto a parità degli elementi controllati; Sofia vuole descrivere una maggiore varietà. La classe decide di non scegliere in base alla lunghezza dei due testi. Conta le piante presenti, misura lo spazio disponibile e considera quante schede riuscirà a compilare. Potrebbe combinare le proposte, ma soltanto se rimane spazio per il confronto e tempo per seguire le specie diverse. Il verbale finale dovrà dire a quale domanda si intende rispondere e quali osservazioni serviranno, perché un progetto gradevole non è ancora un progetto realizzabile.