Due testi originali discutono un archivio fotografico scolastico immaginario. Testo A, proposta di Nora: «Vorrei che il sito della scuola mostrasse una scelta di vecchie fotografie delle attività. L'archivio oggi si consulta soltanto in biblioteca. Una selezione accompagnata da date, luoghi e spiegazioni permetterebbe anche a chi vive lontano di conoscere quei progetti. Non propongo di mettere in rete ogni fotografia: prima occorre controllare quali immagini siano pubblicabili e quali informazioni le accompagnino». Testo B, osservazioni di Davide: «Rendere l'archivio più facile da consultare è un obiettivo utile, ma una fotografia senza contesto può essere fraintesa. In una prova in classe, cinque compagni hanno attribuito un'immagine a una festa, mentre la scheda la descriveva come una prova teatrale. Questo episodio suggerisce di lavorare sulle spiegazioni. Bisogna inoltre controllare i diritti d'uso e la riservatezza delle persone ritratte prima di scegliere le immagini». Davide non indica quante persone abbiano partecipato in totale alla prova. Nora risponde che le cautele di Davide possono entrare nella sua proposta: una piccola selezione verificata, con schede di contesto, sarebbe un primo passo. Davide concorda sul fatto che alcune immagini possano essere utili, ma chiede di fissare chi controlla le schede e come si correggono gli errori. La discussione non oppone una persona favorevole alla memoria e una contraria; riguarda modi, compiti e condizioni dell'accesso. Il gruppo decide di preparare prima un catalogo interno di prova, senza pubblicare fotografie. Per ogni immagine annota ciò che è documentato e ciò che manca, e sottopone le schede ai responsabili della scuola. L'episodio dei cinque compagni non diventa una percentuale di errore: manca il totale dei partecipanti e una sola prova non descrive tutti i futuri lettori. Aiuta però a individuare un rischio concreto da affrontare. La decisione sulla pubblicazione resta successiva ai controlli, non è contenuta nel semplice desiderio di ampliare l'accesso.