Una redazione scolastica immaginaria raccoglie dati sui prestiti della propria biblioteca. A marzo registra 80 prestiti, ad aprile 100. Nel grafico, le due colonne mostrano quanti prestiti sono stati effettuati, non quanti lettori diversi hanno frequentato la biblioteca. Una stessa persona può aver preso più libri e contribuito più volte al totale. Per parlare dei lettori occorre un conteggio distinto, rispettando la riservatezza dei dati personali. Prima di scrivere un articolo, i redattori controllano anche il calendario. A marzo la biblioteca è rimasta aperta 16 giorni, ad aprile 20. In entrambi i mesi il rapporto fra prestiti e giorni di apertura è di cinque prestiti al giorno. Questo valore riassume l'intero mese: non dice che ogni singolo giorno siano usciti proprio cinque libri. Il maggior totale di aprile può quindi convivere con un rapporto mensile invariato. La redazione aveva preparato il titolo «La nuova vetrina fa aumentare i lettori». Una piccola esposizione di libri era stata allestita all'inizio di aprile, ma i dati disponibili non misurano i lettori né isolano l'effetto della vetrina. Per studiare quell'effetto servirebbe un confronto progettato apposta, tenendo conto degli altri cambiamenti. Il fatto che due eventi avvengano nello stesso mese permette di formulare una domanda, non basta a rispondervi. L'articolo definitivo distingue tre passaggi: che cosa è stato contato, come sono stati confrontati i mesi e che cosa resta da verificare. Presenta i totali dei prestiti e i giorni di apertura, spiega il rapporto calcolato e segnala la domanda sulla vetrina come aperta. Il grafico rimane utile: rende visibili i totali. Sono il testo e la tabella con i giorni di apertura a evitare che il lettore attribuisca alle colonne informazioni che non contengono. Nessun singolo elemento sostituisce l'insieme del resoconto.