Un gruppo di alunni prepara una petizione immaginaria per chiedere che il cortile scolastico abbia una zona tranquilla durante l'intervallo. Il primo abbozzo comincia così: «Nel cortile non si riesce a leggere; servono subito tavoli nuovi». Prima di raccogliere firme, il gruppo deve chiarire che cosa chiede, perché lo chiede e quali dati sostengono la richiesta. Il testo andrà al consiglio d'istituto e dovrà permettere di discutere una proposta concreta. La revisione parte dalle osservazioni già raccolte, senza trasformarle in affermazioni più ampie. In tre intervalli, due alunni hanno annotato dove si formavano i gruppi e dove passavano i giochi con la palla. Non hanno intervistato tutte le classi né misurato il rumore. Il testo può descrivere quegli episodi e spiegare il bisogno di chi cerca un posto per leggere; non può presentarli come un'indagine completa sull'intera scuola. Il gruppo formula poi la richiesta: riservare, per un mese di prova, un angolo già dotato di panchine. Indica il punto del cortile e propone di controllare se la zona resta utilizzabile senza ostacolare i percorsi. L'acquisto di tavoli nuovi viene separato dalla richiesta iniziale, perché non è indispensabile per cominciare la prova. Chi legge deve poter distinguere l'obiettivo dall'oggetto che, nel primo abbozzo, sembrava la soluzione obbligata. Prima delle firme, un compagno cerca le obiezioni ragionevoli: lo spazio per il gioco potrebbe ridursi e occorre capire chi osservi la prova. Il gruppo inserisce questi aspetti nel piano e lascia aperta la decisione finale al consiglio. Rilegge infine il testo controllando che il tono resti rispettoso e che ogni dato sia attribuito alle osservazioni effettivamente svolte. Una firma indica adesione alla proposta: non trasforma una supposizione in un fatto e non sostituisce la verifica del mese di prova.