Per il giornalino, la classe raccoglie due brevi testi su una festa inventata nel cortile della scuola. Testo A, diario di Giulia, scritto la sera della festa: «Al tavolo delle costruzioni ho aspettato parecchio. Tre bambini cercavano il pezzo rosso e discutevano su chi l'avesse preso. Quando l'abbiamo trovato sotto la scatola, abbiamo finito una torre altissima. Per me quello è stato il momento più bello». Testo B, nota della maestra il giorno seguente: «La festa aveva due tavoli: costruzioni e disegno. Al primo si sono alternati piccoli gruppi; al secondo c'erano fogli disponibili anche nell'ultima mezz'ora. Giulia ha partecipato alle costruzioni. Verso la fine abbiamo esposto la torre e i disegni. Non abbiamo registrato quanto tempo ciascun bambino abbia aspettato». Luca propone un titolo: «Alla festa si aspettava a lungo». Giulia dice che il suo diario parlava del tavolo delle costruzioni in un certo momento. La maestra aggiunge che la disponibilità dei fogli non dimostra quanto si aspettasse per sedersi: mancava un registro dei tempi. I due testi offrono informazioni diverse, ma non per questo uno annulla l'altro. La redazione sceglie di raccontare la ricerca del pezzo e l'esposizione finale. Presenta la preferenza di Giulia come una sua opinione, non come il parere della classe. Sotto il titolo mette una domanda per una prossima festa: «Come possiamo rilevare i tempi d'attesa ai due tavoli?». Il giornalino conserva così un episodio e riconosce ciò che non è stato misurato.