La redazione scolastica chiede sul proprio sito se la fila della mensa sembri più lunga dopo il cambio dell'orario. Rispondono trentadue studenti, ventiquattro dei quali scrivono che l'attesa è aumentata. Il modulo resta aperto per tre giorni e può essere compilato anche da chi non pranza a scuola ogni giorno. La notizia preparata da un redattore ha per titolo La mensa rallenta. Un'altra redattrice osserva l'ingresso della mensa nei tre giorni del modulo, dalla fine della terza ora fino a dieci minuti dopo. Annota il momento in cui entrano e vengono serviti i primi cinque studenti della fila. La loro attesa è simile a quella registrata, con lo stesso metodo, la settimana precedente. Nelle sue note compare anche una seconda fila, arrivata quando lei sta per tornare in classe. Il titolo viene discusso in riunione. Il primo redattore sostiene che le risposte raccontino un'esperienza da prendere sul serio; la collega non propone di scartarle, ma osserva che il suo campione riguarda solo l'inizio del servizio. La fila successiva non è stata cronometrata. Nessuna delle due raccolte permette di sapere quanti studenti abbiano cambiato l'ora del pranzo. La redazione pubblica le risposte e le osservazioni sotto il titolo Due sguardi sull'attesa. Nella nota finale propone di osservare anche la seconda fila e di chiedere ai partecipanti al modulo a che ora arrivino. Nel modulo precedente la domanda sull'orario non c'era, e le risposte già ricevute vengono pubblicate senza riscriverle. Finché questo non è chiarito, il contrasto fra i risultati resta una domanda da indagare.