Nella nostra biblioteca di classe alcuni volumi hanno le pagine segnate a matita. Una compagna ha trovato, accanto alla frase finale di un racconto, una domanda scritta da un lettore precedente e l'ha usata per avviare la discussione. Un altro ha seguito per errore una sottolineatura e ha saltato il paragrafo che gli serviva. Le tracce di lettura hanno aiutato un confronto e disturbato un altro lavoro sul testo. Per questo non proporrei né di cancellare ogni segno né di lasciare le pagine a disposizione di chiunque voglia annotare. Un libro prestato passa fra persone che hanno compiti diversi, e la stessa sottolineatura non serve allo stesso modo a tutte. Si potrebbe tenere dentro ogni volume una scheda mobile per osservazioni brevi, indicando la pagina a cui si riferiscono. La scheda resterebbe consultabile, ma potrebbe essere messa da parte durante una lettura individuale. Qualcuno obietta che una domanda scritta sulla scheda si separa dalla frase che l'ha fatta nascere. È un limite reale: il riferimento alla pagina deve essere preciso e chi scrive deve controllarlo. Tuttavia anche un segno sul margine può cambiare significato quando non si sa chi l'ha fatto o a quale attività rispondeva. Sulla scheda aggiungerei quindi una breve indicazione del compito, per esempio discussione sul finale oppure ricerca di una descrizione. I segni già presenti non andrebbero eliminati durante il prestito. Per i nuovi interventi adotterei la scheda per un mese, raccogliendo poi i problemi incontrati dai lettori. Se molti perdessero i riferimenti, dovremmo modificarne la forma invece di dichiarare fallita ogni annotazione condivisa. Al termine del mese vorrei sapere non quante schede siano piene, ma in quali attività ci abbiano aiutato.