Nel consiglio di classe aperto agli studenti, la discussione sul cortile è durata quasi tutta l'ora. Chi chiedeva un campo da gioco ha parlato con esempi precisi, mentre la proposta di una zona tranquilla è comparsa soltanto in un foglio consegnato alla fine. Dal verbale, che riportava gli interventi orali, sembrava che il campo fosse l'unica richiesta. Eppure il foglio proveniva da quattro studenti che durante l'incontro non avevano preso la parola. Non credo che una scatola per le proposte debba sostituire il consiglio. Scrivere consente di fermarsi e rivedere una frase, ma non permette di chiarire subito una domanda di chi legge. D'altra parte, parlare per primi può dare a un'idea un vantaggio che non dipende dalla sua utilità. Un confronto fra proposte richiede che queste arrivino alla discussione in una forma comprensibile, anche quando nascono su carta. Propongo di raccogliere i fogli prima dell'incontro e di preparare un elenco breve, leggibile da tutta la classe. I nomi di chi ha scritto resterebbero alla rappresentante, che potrebbe chiedere chiarimenti prima di riunirci. Durante il consiglio ogni proposta dell'elenco avrebbe un momento di discussione. Chi volesse rispondere potrebbe farlo a voce, senza dover consegnare un altro foglio. Questa procedura non decide quale uso del cortile sia migliore. Nel primo elenco il campo potrebbe ancora ottenere più sostegno, oppure emergerebbe un modo di separare le due zone. Il cambiamento riguarda ciò che precede la scelta: un'idea scritta non arriverebbe quando il tempo è già finito. Anche il verbale dovrebbe registrare le proposte discusse, non soltanto il numero delle persone intervenute.