Nel giornalino abbiamo scritto che il laboratorio di fotografia sarebbe iniziato lunedì. La segreteria ci ha poi comunicato il martedì, e abbiamo corretto il testo sul sito senza lasciare una nota. Il giorno successivo due studenti hanno chiesto se fosse stata spostata anche la riunione preparatoria, prevista per lunedì. Avevano stampato l'articolo prima della correzione e non sapevano quale parte fosse cambiata. Per errori di questo tipo una nota breve è più utile di una sostituzione silenziosa. Non serve raccontare ogni passaggio della redazione, ma rendere riconoscibile la differenza che modifica un'azione del lettore. Il dubbio non si scioglie aggiungendo solo la data dell'aggiornamento: occorre controllare a quali appuntamenti si riferisce la modifica. Chi avesse la stampa precedente potrebbe così confrontarla con la versione aggiornata senza dover ricostruire da solo l'errore. Un compagno teme che le note di correzione rendano il giornalino poco affidabile. La preoccupazione è comprensibile: una pagina piena di rettifiche può segnalare un controllo insufficiente prima della pubblicazione. Ma nascondere un cambiamento non recupera il controllo che è mancato. La fiducia riguarda anche la possibilità di capire quale informazione utilizzare quando una versione precedente continua a circolare. Non proporrei lo stesso trattamento per una virgola spostata senza conseguenze sul senso. Valuterei invece il rischio concreto per chi legge: data, luogo, destinatari o istruzioni possono richiedere una nota. La redazione dovrebbe inoltre controllare meglio le comunicazioni prima di pubblicarle. Correggere in modo visibile e prevenire l'errore sono due lavori diversi, che non si escludono e non si sostituiscono.