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De Broglie: lunghezza d'onda della materia

Classe quinta, secondaria di secondo gradoPercorso edumaterial

Che cosa imparerai

  • Collegare quantità di moto e lunghezza d'onda di de Broglie.
  • Motivare una conclusione con un indizio pertinente.
  • Esplicitare ciò che il caso non permette di dedurre.

Prima di iniziare

  • Quantità di moto
  • Diffrazione

L'idea centrale

De Broglie propose di associare a una particella con quantità di moto p una lunghezza d'onda λ=h/p. Se p aumenta, λ diminuisce. Per oggetti macroscopici il valore è di solito estremamente piccolo, e gli effetti ondulatori non sono facilmente osservabili; per elettroni possono essere rilevanti. La relazione non dice che una particella sia un'onda d'acqua o che perda ogni comportamento localizzato. Il modello quantistico richiede condizioni sperimentali specifiche per osservare interferenza o diffrazione.

Relazione e condizioni
La diffrazione di elettroni costituisce evidenza della natura ondulatoria della materia. Si distingue la proposta teorica dalla sua verifica sperimentale; una semplice formula non è essa stessa una misura. Nel rapporto λ=h/p si usa il modulo positivo della quantità di moto. Confrontare due particelle della stessa specie evita di confondere il ruolo di massa e velocità. Il DM indica questa evidenza come possibile conclusione del percorso, quindi il suo inserimento come scheda è scelta editoriale.

Come ragionare

  1. Individua sistema, grandezze, unità e sistema di riferimento.
  2. Scrivi il modello e le condizioni fisiche che lo rendono applicabile.
  3. Calcola o confronta le grandezze, conservando unità e ordine di grandezza.
  4. Distingui previsione del modello, misura e limite sperimentale.

Esempio svolto

Se p raddoppia, cosa accade a λ?

  1. λ=h/p è inversamente proporzionale a p.

Si dimezza.

Errore da evitare

Errore frequente: Scrivere λ=hp o dedurre la massa della particella dalla sola lunghezza d'onda. Correzione: Usa λ=h/p per l'impulso; richiedi altri dati per separare massa e velocità.

Limiti

  • Il caso e il diagramma sono costruzioni didattiche, non documenti autentici o una trattazione esaustiva.
Oggetto in moto associato a una traccia ondulatoria schematica.
Mettere in relazione quantità di moto p, relazione h/p e lunghezza λ. L'immagine è un caso editoriale: dati e risposte si ricavano dal testo.

Prova subito

  1. Vedi l'illustrazione

    Due elettroni hanno quantità di moto p e 3p: quale ha lunghezza d'onda maggiore e di quanto? Motiva la risposta con i dati del caso.

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: Il primo; la sua λ è tre volte quella del secondo. h/p diviso h/(3p) vale 3.

    h/p diviso h/(3p) vale 3.

    Risposta: Il primo; la sua λ è tre volte quella del secondo. h/p diviso h/(3p) vale 3.

    h/p diviso h/(3p) vale 3.

  2. Vedi l'illustrazione

    Per una particella con impulso p=3,315×10⁻²⁴ kg·m/s usa h=6,63×10⁻³⁴ J·s. Calcola λ e controlla l'unità.

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: λ=h/p=2,00×10⁻¹⁰ m.

    J·s diviso kg·m/s equivale a metri; la sostituzione numerica dà 6,63/3,315=2.

    Risposta: λ=h/p=2,00×10⁻¹⁰ m.

    J·s diviso kg·m/s equivale a metri; la sostituzione numerica dà 6,63/3,315=2.

  3. Vedi l'illustrazione

    Due particelle hanno uguale velocità non relativistica ma masse m e 4m. Confronta le λ.

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: La più massiccia ha λ un quarto.

    Con p=mv, quadruplicare la massa quadruplica l'impulso.

    Risposta: La più massiccia ha λ un quarto.

    Con p=mv, quadruplicare la massa quadruplica l'impulso.

  4. Vedi l'illustrazione

    Un elettrone viene rallentato e il suo impulso diminuisce. Quale effetto atteso su λ?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: La lunghezza d'onda aumenta.

    λ=h/p cresce se p diminuisce, nel dominio del modello.

    Risposta: La lunghezza d'onda aumenta.

    λ=h/p cresce se p diminuisce, nel dominio del modello.

  5. Vedi l'illustrazione

    Perché un disegno ondulatorio non dimostra che una palla macroscopica diffonde visibilmente?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: La sua λ può essere troppo piccola per gli apparati e le scale considerate.

    La relazione teorica non garantisce un effetto osservabile in ogni situazione.

    Risposta: La sua λ può essere troppo piccola per gli apparati e le scale considerate.

    La relazione teorica non garantisce un effetto osservabile in ogni situazione.

Allineamento curricolare e fonti

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