Classe prima, secondaria di secondo gradoPercorso edumaterial
Che cosa imparerai
- Riconoscere genere, numero e caso di nome e aggettivo nel contesto.
- Motivare la risposta con dati testuali e dichiarare i limiti dell'immagine.
Prima di iniziare
- Nominativo e accusativo singolari
- Funzione dell'aggettivo in italiano
L'idea centrale
L'aggettivo latino si accorda col nome in genere, numero e caso, anche quando non lo segue. In 'puella bona' entrambe le parole sono femminili nominative singolari; in 'puellam bonam' sono accusative. Non basta che le terminazioni si somiglino: occorre vedere quale nome viene qualificato e quale funzione svolge nel periodo. Gli esempi sono frasi didattiche create per questa lezione.
- Regola e condizioni
- Collega l'aggettivo al nome semanticamente e verifica genere, numero e caso di entrambi.
Passo per passo
- Trova verbo e nomi.
- Individua il nome descritto dall'aggettivo.
- Controlla genere, numero e caso.
- Traduci la relazione senza trasformare l'aggettivo in un altro soggetto.
Esempio svolto
Analizza 'Magistra puellam bonam laudat'.
- Laudat è il verbo.
- Magistra è soggetto; puellam è oggetto accusativo.
- Bonam è femminile accusativo singolare come puellam.
L'insegnante loda la ragazza buona.
Capire e argomentare
La concordanza lega nome e aggettivo in genere, numero e caso, non necessariamente in identica terminazione. Per riconoscerla, analizza prima il nome nel contesto, poi cerca un aggettivo compatibile nelle tre categorie. 'Puella bona' e 'bonam puellam' mostrano forme parallele semplici; in altri modelli declinazionali nome e aggettivo possono avere finali diversi pur concordando. L'ordine delle parole latino è flessibile: un aggettivo anteposto non cambia automaticamente funzione.
Il caso esprime un rapporto sintattico. In 'magistra puellam bonam laudat', 'puellam bonam' è gruppo accusativo oggetto: la maestra loda la ragazza buona. Se cambi soltanto 'bonam' in 'bona', la sequenza non esprime più la concordanza prevista nell'analisi elementare. Però non basta cercare la desinenza '-am' ovunque: usa il paradigma, il verbo e le altre parole della frase. Una forma isolata può essere ambigua e va verificata con numero e contesto.
Tradurre richiede mantenere chi compie l'azione e chi la riceve. Prima del vocabolario fai una segmentazione: verbo, possibili nomi, aggettivi che li qualificano. Se ci sono due nomi femminili, controlla il caso per assegnare l'aggettivo; l'italiano può cambiare ordine senza cambiare i rapporti. Gli esempi qui sono costruiti per l'esercizio, non sono versi o citazioni antiche.
Un caso nuovo, ragionato
Nella frase didattica 'Bonae puellae rosam portant', quali parole concordano e che cosa indica il verbo?
- 'Bonae' e 'puellae' possono essere nominativi plurali femminili concordanti nel contesto dato.
- 'Portant' è terza persona plurale e sostiene la lettura del gruppo come soggetto plurale.
- 'Rosam' è accusativo singolare oggetto: è una rosa, non il soggetto.
Le ragazze buone portano una rosa, nel modello didattico proposto.
Un controllo che evita l'errore
La forma 'puellae' isolata ammette più analisi. La concordanza con 'bonae' e il plurale del verbo rendono qui motivata quella scelta; non memorizzare una sola traduzione fissa.
Limite e trasferimento
- Quando incontri un testo latino autentico, ripeti il controllo con dizionario e contesto dell'edizione. La progressione grammaticale è scelta editoriale del primo biennio.
Approfondimento e verifica autonoma
Per una concordanza non basta allineare due parole con finale simile. 'Agricola bonus' può concordare, benché 'agricola' abbia la forma della prima declinazione e designi un uomo nel modello usuale; l'aggettivo si adatta a genere, numero e caso del referente, non alla categoria grafica del nome. Questo caso mostra perché una regola basata solo sulle ultime due lettere fallisce. All'inizio è legittimo lavorare su paradigmi limitati, purché si dichiari che sono modelli e non l'intero sistema latino.
Quando compaiono due possibili nomi, la sintassi aiuta a scegliere. In una frase didattica con 'puella' nominativo e 'rosam' accusativo, 'bonam' accusativo femminile singolare si collega plausibilmente alla rosa se significato e contesto lo permettono; 'bona' nominativo si collega alla ragazza. Ma la sola concordanza non spiega sempre la portata semantica: un aggettivo può avere impiego sostantivato o riferimenti più lontani. La procedura resta ipotesi, controllo morfologico e lettura del periodo. Non ridurre la traduzione a un colore aggiunto al disegno.
Per verificare una trasformazione, cambia un elemento alla volta. Da 'puella bona cantat' a soggetto plurale diventano 'puellae bonae cantant' nel paradigma introduttivo: cambiano nome, aggettivo e verbo. Se lasci 'cantat', la frase non concorda più con il soggetto plurale nel modello. Poi torna al singolare e controlla che le relazioni siano identiche. Questo esercizio inverso rivela errori che un semplice riconoscimento di finali può nascondere.
La concordanza è una relazione grammaticale, non una vicinanza grafica. Nei testi autentici un aggettivo può essere separato dal nome per effetto dell'ordine latino; un lettore deve mantenere aperte possibilità finché non ha letto la proposizione. Gli esempi inventati qui allenano il procedimento, mentre per citare latino d'autore occorrono testo, edizione e contesto. La collocazione nel primo anno resta scelta editoriale dentro il biennio.
Un'ulteriore decisione motivata
Per decidere a quale nome si riferisca un aggettivo, prova una frase con due nomi: 'Magistra puellam bonam videt'. 'Bonam' è accusativo femminile singolare e nel modello qualifica 'puellam', non 'magistra' nominativo. La traduzione 'la buona maestra vede la ragazza' cambierebbe il referente dell'aggettivo. Un controllo inverso è riscrivere il latino per quel significato: servirebbe 'magistra bona' o un ordine diverso con 'bona' concordato al nominativo. La vicinanza può aiutare ma la prova è l'accordo di categorie. Se due nomi hanno stesso genere, numero e caso, la forma sola potrebbe non disambiguare: occorre contesto. Questo limite impedisce di promettere una soluzione automatica per ogni periodo. Le frasi sono originali per la lezione, non citazioni antiche.
Errore da evitare
Accoppiare ogni aggettivo al nome più vicino senza controllare il caso.
Controllo e limiti
- L'aggettivo descrive l'oggetto, non l'insegnante.
- I colori non codificano casi o genere; le forme valide sono solo quelle nel testo.
- Il decreto definisce il primo biennio, non la classe prima per questo obiettivo.

Prova subito
In 'Puella bona cantat', quale nome descrive bona?
Vedi la soluzione spiegata
Risposta: Puella.
Entrambe sono femminili nominative singolari.
Risposta: Puella.
Entrambe sono femminili nominative singolari.
Completa 'puellam ...' con bonam o bona come oggetto.
Vedi la soluzione spiegata
Risposta: bonam.
Concorda all'accusativo femminile singolare.
Risposta: bonam.
Concorda all'accusativo femminile singolare.
Traduci 'Magistra puellam bonam laudat'.
Vedi la soluzione spiegata
Risposta: L'insegnante loda la ragazza buona.
Bonam qualifica puellam accusativo.
Risposta: L'insegnante loda la ragazza buona.
Bonam qualifica puellam accusativo.
In 'Bona puella cantat', l'ordine iniziale cambia la funzione?
Vedi la soluzione spiegata
Risposta: No.
Bona concorda con puella soggetto.
Risposta: No.
Bona concorda con puella soggetto.
'Bonam puellam' è nominativo o accusativo singolare?
Vedi la soluzione spiegata
Risposta: Accusativo singolare.
Entrambe le forme terminano qui in -am.
Risposta: Accusativo singolare.
Entrambe le forme terminano qui in -am.
Allineamento curricolare e fonti
- LINGUA E CULTURA LATINA / Lingua / Primo biennio · righe 349–353 · Riconoscere genere, numero e caso di nome e aggettivo nel contesto. Collocazione in prima classe editoriale. · DM 211/2010 · Allegato F · Liceo scientifico ordinario · obiettivi delle discipline
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Esercitarsi su questo: Nome e aggettivo: riconoscere la concordanza

