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Dai dati grezzi alle frequenze assolute e relative

Classe seconda, secondaria di secondo gradoPercorso edumaterial

Che cosa imparerai

  • Costruire una distribuzione di frequenze assolute
  • Convertire frequenze assolute in relative e percentuali
  • Controllare il totale e scegliere una rappresentazione adeguata

Prima di iniziare

  • Conteggio di categorie
  • Frazioni e percentuali

L'idea centrale

Una distribuzione di frequenze riassume quante volte compare ciascuna modalità di una variabile. Prima si dichiara il collettivo o elenco osservato e si scelgono modalità che non si sovrappongono; poi si conta la frequenza assoluta f_i di ogni modalità. Con N osservazioni, la frequenza relativa è f_i/N e la percentuale è 100·f_i/N. I controlli obbligatori sono Σf_i=N e Σ(f_i/N)=1, salvo arrotondamenti; le percentuali sommano al 100%. Un diagramma a barre conserva le categorie e confronta le altezze; una tabella mostra più precisamente i conteggi. Le categorie nominali come colori non hanno un ordine quantitativo: non se ne calcola la media numerica. Questa lezione precede logicamente la base S2 su media e mediana, che studia indicatori sintetici di dati numerici, non la costruzione della distribuzione. Nel visual compaiono tre gruppi separati di 2, 4 e 3 dischi: è un caso illustrativo diverso dal campione di dieci osservazioni dell'esempio, quindi nessuna risposta deve confonderli.

Ragionare e approfondire

Una lista grezza conserva ogni osservazione, ma rende difficile vedere a colpo d'occhio quali valori o categorie ricorrono più spesso. Una distribuzione di frequenze cambia la forma della presentazione senza inventare dati: raggruppa osservazioni uguali e ne registra il numero. Nell'elenco B, A, B, C, A, B, B, A, C, B ci sono dieci risposte: A compare tre volte, B cinque, C due. La tabella delle frequenze assolute deve quindi avere tre righe con conteggi 3, 5 e 2. La somma è dieci perché ogni risposta è stata collocata in una sola categoria. Se la somma fosse nove o undici, ci sarebbe un'omissione, un doppio conteggio o una categoria non definita. Il controllo del totale è parte del metodo, non un passaggio facoltativo eseguito dopo la risposta.

Prima di contare occorre chiarire la variabile e le sue modalità. Se si chiede il mezzo di trasporto scelto, le modalità possono essere A, B e C solo se sono definite come scelte alternative nel sondaggio. Una stessa risposta non deve ricadere contemporaneamente in A e B quando la tabella promette una distribuzione semplice di una scelta unica. Se invece una persona può scegliere più mezzi, la somma dei conteggi può superare il numero di persone: si tratterebbe di un'altra domanda e andrebbe dichiarata. Gli esercizi di questa lezione usano elenchi di osservazioni singole e modalità esaustive e non sovrapposte. Questa precisazione permette di interpretare correttamente N come il numero totale di osservazioni, non come il numero di categorie o di persone ipotetiche non specificate.

La frequenza assoluta risponde a 'quante volte?'; la relativa risponde a 'quale parte del totale?'. Se in otto osservazioni la modalità B compare due volte, f(B)=2 e la frequenza relativa è 2/8=1/4=0,25. Moltiplicando per cento si ottiene 25%. Scrivere 2 come frequenza relativa confonde un conteggio con una quota. Anche dividere 2 per il numero di modalità sarebbe scorretto: il denominatore è N=8. Le tre rappresentazioni 1/4, 0,25 e 25% esprimono la stessa quota su scale diverse. Quando la frazione non produce un decimale finito, come 5/12, si può conservare la frazione esatta e dichiarare l'eventuale arrotondamento. Il totale delle relative esatte deve essere uno; arrotondando ogni riga separatamente si può ottenere 0,99 o 1,01 senza che il conteggio originale sia errato.

Un dato mancante si può recuperare dal totale solo se le modalità dichiarate coprono tutto il collettivo. Se N=20 e due modalità hanno frequenze assolute 5 e 8, la terza ha 20−5−8=7, purché non esistano altre modalità. Il controllo inverso è 5+8+7=20. Se la terza fosse presentata come 'almeno 7', oppure esistesse la possibilità di risposte non classificate, non si potrebbe assegnare 7 senza ulteriori dati. Le consegne devono quindi dire che le tre modalità sono distinte ed esaustive. La stessa logica vale per le frequenze relative: se due categorie rappresentano 0,2 e 0,35 del totale e sono le uniche altre categorie, la quota mancante è 1−0,2−0,35=0,45. Non si può però trasformare questa quota in un conteggio assoluto senza conoscere N.

Per rappresentare categorie nominali come colori o mezzi scelti si usa un diagramma a barre con una barra distinta per modalità. L'altezza può indicare la frequenza assoluta o relativa, ma l'asse deve dichiarare quale delle due. Le barre non hanno bisogno di essere unite come se i nomi fossero valori continui; l'ordine delle categorie può essere scelto per chiarezza e non implica una grandezza crescente. Una tabella è spesso migliore quando servono conteggi esatti, mentre le barre facilitano il confronto delle modalità più e meno frequenti. Nel caso A=3, B=5, C=2, la barra B deve essere la più alta e C la più bassa, sia che si usino conteggi sia che si usino percentuali. Un grafico che invertisse questa relazione contraddirebbe la tabella anche se i numeri scritti accanto fossero giusti.

Non tutte le operazioni statistiche hanno senso per ogni tipo di dato. A, B e C possono essere etichette di mezzi o colori: sono categorie qualitative. Non è corretto attribuire loro i numeri 1, 2 e 3 e calcolare la media di quelle cifre come se rappresentassero una distanza misurabile. Per dati numerici, invece, la distribuzione di frequenze può essere usata per calcolare indicatori come la media e la mediana della lezione base, se si conservano i valori e i rispettivi conteggi. Questa distinzione chiarisce il rapporto tra le due lezioni: qui si organizza e si controlla la distribuzione, lì si confrontano due indicatori di posizione. Conoscere i conteggi è spesso un passaggio preliminare utile, ma la frequenza di un nome da sola non rende il nome un numero.

La figura mostra due dischi blu, quattro gialli e tre verdi: nove osservazioni visive raggruppate per colore. Permette di esercitare il primo passo, cioè contare e controllare 2+4+3=9, e potrebbe produrre quote 2/9, 4/9 e 3/9. Il caso guidato scritto è deliberatamente un altro insieme, con dieci risposte etichettate A, B e C. Mescolare i due insiemi farebbe apparire una frequenza falsa. Per questo ogni esercizio ripete i dati necessari e specifica il totale quando serve; non richiede di interpretare i colori del PNG. Nel lavoro autonomo si può adottare una routine: contare gli elementi dell'elenco, riempire la tabella, sommare le assolute, dividere ogni conteggio per N, sommare le relative e infine scegliere una rappresentazione. Una quota corretta accompagnata da un totale sbagliato segnala che il controllo non è ancora chiuso.

Metodo
Definisci le modalità e conta tutti i dati una sola volta; dividi ogni conteggio per N; controlla le somme prima di disegnare le barre.

Passo per passo

  1. Elenca modalità mutuamente esclusive e conta f_i, controllando che la somma sia N.
  2. Calcola f_i/N e la percentuale per ogni modalità.
  3. Controlla che le frequenze relative sommino a 1 e scegli tabella o barre per comunicarle.

Esempio svolto

In un sondaggio fittizio di 10 risposte, i mezzi scelti sono B, A, B, C, A, B, B, A, C, B. Costruisci la distribuzione A/B/C.

  1. Conto le modalità: A compare 3 volte, B 5 volte, C 2 volte; 3+5+2=10.
  2. Divido per N=10: frequenze relative A=0,3, B=0,5, C=0,2, cioè 30%, 50%, 20%.
  3. Controllo 0,3+0,5+0,2=1 e traccio barre proporzionali a 3, 5 e 2 senza cambiare il totale.

Frequenze assolute A=3, B=5, C=2; relative 0,3, 0,5, 0,2.

Errore da evitare

Dividere per il numero di modalità invece che per il numero totale di osservazioni.

Limite della figura e fonte

  • I dischi del visual rappresentano un altro insieme di nove osservazioni; non sono i dieci dati dell'esempio.
  • La norma situa questi nuclei nel primo biennio; l'assegnazione al secondo anno e la granularità delle cinque lezioni sono scelte editoriali, non prescrizioni annuali.
Tre gruppi di dischi: due blu, quattro gialli e tre verdi; nove osservazioni ripartite in tre categorie visive.
Far vedere il conteggio per categoria prima del calcolo della quota relativa. Questi nove dischi costituiscono un caso diverso dai dieci dati dell'esempio scritto; le pratiche forniscono sempre i propri dati.

Prova subito

  1. Vedi l'illustrazione

    Nell'elenco A, A, B, A, C, C qual è la frequenza assoluta di A e quanto vale N?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: f(A)=3, N=6.

    A compare tre volte; l'elenco contiene sei osservazioni.

    Risposta: f(A)=3, N=6.

    A compare tre volte; l'elenco contiene sei osservazioni.

  2. Vedi l'illustrazione

    Su 8 osservazioni, la modalità B compare 2 volte. Trova frequenza relativa e percentuale.

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: 1/4=0,25=25%.

    La frequenza relativa è 2/8, non 2 diviso il numero di modalità.

    Risposta: 1/4=0,25=25%.

    La frequenza relativa è 2/8, non 2 diviso il numero di modalità.

  3. Vedi l'illustrazione

    Una tabella ha frequenze assolute 4, 3 e 5 per tre modalità distinte. Trova N e la frequenza relativa della terza modalità.

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: N=12; frequenza relativa della terza=5/12.

    Sommo 4+3+5=12 e divido il terzo conteggio per il totale.

    Risposta: N=12; frequenza relativa della terza=5/12.

    Sommo 4+3+5=12 e divido il terzo conteggio per il totale.

  4. Vedi l'illustrazione

    In 20 osservazioni distribuite fra tre modalità, due hanno frequenze 5 e 8. Quanto vale la terza frequenza?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: 7.

    Le modalità esauriscono i dati: 20−5−8=7.

    Risposta: 7.

    Le modalità esauriscono i dati: 20−5−8=7.

  5. Vedi l'illustrazione

    Per le categorie nominali rosso, blu e verde, è sensato calcolare la media aritmetica dei nomi? Quale grafico useresti per confrontare i conteggi?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: No; un diagramma a barre.

    I nomi non sono numeri misurabili; barre distinte confrontano le frequenze senza inventare una scala numerica delle categorie.

    Risposta: No; un diagramma a barre.

    I nomi non sono numeri misurabili; barre distinte confrontano le frequenze senza inventare una scala numerica delle categorie.

Allineamento curricolare e fonti

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