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Decadimento esponenziale e lettura del modello

Classe quarta, secondaria di secondo gradoPercorso edumaterial

Che cosa imparerai

  • Converti il tasso di riduzione in fattore 1−r.
  • Eleva il fattore al numero di periodi.
  • Moltiplica per il valore iniziale.

Prima di iniziare

  • Percentuale
  • Potenze
  • Fattore moltiplicativo

Idea chiave

Una riduzione della stessa percentuale a ogni periodo produce un decadimento esponenziale. Il calo assoluto diminuisce nel tempo, perché la percentuale si applica ogni volta al valore rimasto.

Regola

Per 0<r<1, Vₙ=V₀(1−r)ⁿ. Il modello assume tasso invariato e periodi uguali; non permette valori negativi se V₀>0. Va distinto da un calo lineare che sottrae ogni volta la stessa quantità.

Approfondimento e limiti del modello

Un fattore compreso tra zero e uno conserva il segno positivo della quantità e la riduce a ogni passo. Con fattore 0,8, il calo da 100 a 80 è 20, ma da 80 a 64 è 16: la percentuale resta 20% e la differenza assoluta cambia. Nel decadimento lineare sarebbe invece costante la sottrazione.

Il valore teorico si avvicina a zero senza raggiungerlo in un numero finito di periodi quando V₀>0 e 0<r<1. Un modello applicato a oggetti indivisibili richiede una convenzione di arrotondamento; una previsione lontana nel tempo richiede anche di controllare se il tasso possa davvero restare invariato.

Come procedere

  1. Converti il tasso di riduzione in fattore 1−r.
  2. Eleva il fattore al numero di periodi.
  3. Moltiplica per il valore iniziale.
  4. Confronta il risultato con una sottrazione lineare.

Esempio risolto

Una quantità di 100 si riduce del 20% per due periodi. Quanto resta?

  1. Dopo il primo periodo resta 100·0,8=80.
  2. Dopo il secondo resta 80·0,8=64.
  3. La formula 100·0,8²=64; non si sottraggono 20 unità due volte.

64

Secondo esempio guidato

Un campione didattico parte da 160 unità e conserva il 75% del valore a ogni periodo. Quanto resta dopo tre periodi?

  1. Il fattore è 0,75: dopo un periodo restano 120 unità.
  2. Dopo due periodi restano 90 e dopo tre 67,5.
  3. La formula conferma 160·0,75³=67,5.
  4. I cali assoluti sono 40, 30 e 22,5; non sono costanti.

67,5 unità nel modello

Perdere una percentuale del valore rimasto

Dire che una quantità diminuisce del 15% per periodo significa conservarne ogni volta l'85%, cioè moltiplicare per 0,85. Il secondo calo si calcola sul valore dopo il primo periodo, non sul valore iniziale. Se V₀ è positivo e 0<r<1, la successione Vₙ=V₀(1−r)ⁿ resta positiva per ogni n finito e diminuisce. Il fattore q=1−r deve essere compreso fra zero e uno; scrivere q=r trasforma erroneamente la quota persa nella quota conservata. La percentuale non si sottrae come numero intero: il 15% si scrive 0,15 e il valore dopo un periodo è V₀−0,15V₀=0,85V₀. Specifica sempre se il tasso è per giorno, mese o altro intervallo, perché l'esponente conta proprio tali intervalli.

Differenze assolute e confronto lineare

Il calo assoluto del periodo n+1 è rVₙ. Poiché Vₙ si riduce, anche la perdita assoluta si riduce pur mantenendo costante r. Una diminuzione lineare, invece, sottrae la stessa quantità d a ogni passaggio: Lₙ=V₀−nd. Se si sceglie d uguale al primo calo esponenziale, i due modelli coincidono dopo un periodo ma poi divergono. Prolungando il modello lineare senza limiti, si possono ottenere quantità negative; il modello esponenziale positivo non le produce. Ciò non dimostra che ogni fenomeno reale segua un esponenziale: un magazzino può arrivare esattamente a zero per un'uscita discreta, mentre la formula continua a fornire frazioni sempre più piccole. Il contesto decide quale modello sia adeguato.

Leggere una tabella e controllare il tasso

Con periodi di pari durata e valori non nulli, il rapporto Vₙ₊₁/Vₙ dovrebbe rimanere uguale a 1−r nel modello esatto. Il tasso di riduzione si recupera come r=1−Vₙ₊₁/Vₙ. Se una tabella mostra valori arrotondati, i rapporti possono differire leggermente anche quando un fattore comune li ha generati: indicare la precisione è più corretto che dichiarare una contraddizione immediata. Un controllo inverso consiste nel dividere il valore finale per (1−r)ⁿ e confrontarlo con V₀. Non usare un rapporto calcolato fra due istanti separati da più periodi come se fosse il fattore di un solo periodo: quel rapporto è una potenza del fattore, non il fattore stesso.

Interpretare limite e arrotondamento

Poiché 0<1−r<1, le potenze (1−r)ⁿ si avvicinano a zero quando n cresce, ma non sono zero per un n finito. In un problema concreto una soglia operativa può essere raggiunta molto prima: sotto un'unità, sotto una quantità misurabile o sotto un limite stabilito dalla domanda. Non confondere la soglia pratica con lo zero matematico del limite. Calcola con precisione sufficiente nei passaggi intermedi e arrotonda alla fine; arrotondare dopo ogni periodo può accumulare differenze. Se la grandezza conta pezzi indivisibili, il valore decimale è una stima modellistica e la regola di arrotondamento va esplicitata. Un tasso che cambia nel tempo richiede fattori diversi per periodo; non basta una sola potenza con r costante.

Problema di trasferimento

Una quantità modellistica di 400 unità si riduce del 15% a ogni ciclo per tre cicli uguali. Calcola il valore finale e confronta le perdite dei primi due cicli.

  1. Il fattore conservato è 1−0,15=0,85. Dopo tre cicli V₃=400·0,85³=245,65.
  2. Il primo calo è 400·0,15=60 e rimangono 340. Il secondo calo è 340·0,15=51 e rimangono 289.
  3. Dividendo 245,65 per 0,85³ si recupera 400; il valore finale è positivo e minore di 289, come il modello richiede.

Il terzo calo è 289·0,15=43,35; 289−43,35=245,65. Le perdite assolute diminuiscono benché il tasso resti 15%.

Un altro errore da evitare

Sottrarre 60 unità a ogni ciclo usa il primo calo come differenza costante e produce un modello lineare.

Un altro errore da evitare

Arrotondare il 15% al numero 15 nella formula o usare 0,15 come fattore conservato cambia completamente la previsione.

Errore da evitare

Scrivere 100−20−20=60: nel secondo periodo il 20% di 80 è 16, non 20.

Quattro recipienti successivi contengono quantità via via minori di sfere; una curva decrescente evidenzia la riduzione per periodi uguali.
In generale Aₙ = A₀(1 − r)ⁿ se 0 < r < 1. Modello ideale a tasso costante; non è previsione di dati reali.

Prova subito

  1. Vedi l'illustrazione

    Da 200, calo del 10% una volta: valore?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: 180

    200·0,9=180.

  2. Vedi l'illustrazione

    Da 50, calo del 20% due volte: valore?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: 32

    50·0,8²=32.

  3. Vedi l'illustrazione

    Fattore di calo 15%?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: 0,85

    1−0,15=0,85.

  4. Vedi l'illustrazione

    Il calo assoluto resta costante se il tasso percentuale è fisso?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: No

    Si applica al valore via via rimanente.

  5. Vedi l'illustrazione

    Con V₀ positivo e 0<r<1, il modello diventa negativo?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: No

    Il fattore positivo elevato a n resta positivo.

Allineamento curricolare e fonti

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