
La lettera non spedita
media-3 · narrativo
Quando svuotammo l'armadio del laboratorio, trovai una busta fra due cartelline. Sul davanti c'era il nome di Irene, che aveva lasciato la scuola l'anno prima. La grafia era di mio fratello Paolo: riconobbi il modo in cui allungava l'ultima lettera. Avevano lavorato insieme al giornalino, poi avevano smesso di parlarsi. Io conoscevo la discussione soltanto attraverso Paolo e pensavo che Irene avesse portato via una sua idea.
Non aprii la busta. La portai a Paolo e gli chiesi se voleva spedirla. Lui rimase un momento con il dito sotto il lembo, senza sollevarlo. «L'avevo scritta subito dopo la riunione», disse. «Poi ho trovato i fogli con le date». Mi raccontò che Irene aveva proposto un tema simile una settimana prima di lui. Nessuno dei due aveva ascoltato bene l'altro. La discussione era diventata una gara per stabilire chi avesse avuto per primo un'idea che avrebbero potuto sviluppare insieme.
«Allora la lettera è una richiesta di scuse?» domandai. Paolo scosse la testa: «Quella era la lettera di prima». Aprì la busta per sé e guardò il foglio, senza leggerlo ad alta voce. Rimise la lettera nella busta senza mostrarmela, poi cercò un foglio pulito. Non gli chiesi di leggere nemmeno il nuovo testo. Da ciò che disse potevo capire perché la busta fosse rimasta nell'armadio; non potevo sapere le parole che conteneva. Fino a quel pomeriggio avevo riempito quel silenzio con la mia versione dei fatti.
Una settimana dopo incontrai Irene alla fermata. Mi disse che Paolo le aveva scritto e che stavano preparando un piccolo numero del giornalino per la festa degli ex alunni. Non parlò della discussione. Io non le domandai chi avesse avuto l'idea della festa: quella domanda mi sembrò improvvisamente più piccola del lavoro che stavano facendo. Tornando a casa pensai alla vecchia busta. Non era la prova di ciò che Irene aveva fatto, ma la traccia di ciò che Paolo aveva pensato prima di trovare i fogli.
- lembo
- Parte ripiegata che chiude una busta.
- traccia
- Segno da cui si può ricostruire una parte di una vicenda.
Scegli un’opzione.
Quale conoscenza del narratore cambia grazie ai fogli datati citati da Paolo?
- L’attribuzione a Paolo dell’idea prima di Irene.
- La precedente collaborazione di Paolo e Irene al giornalino.
- Il nome di Irene scritto sulla busta nell’armadio.
Indica se l’affermazione è vera o falsa.
Il narratore può ricostruire il contenuto preciso della prima lettera perché Paolo gliela legge.
Scegli un’opzione.
A che cosa si riferisce «Quella era la lettera di prima»?
- A una lettera scritta da Irene prima della riunione del giornalino.
- A un testo scritto prima che Paolo correggesse la propria interpretazione.
- A una prima richiesta di collaborare alla festa degli ex alunni.
Completa lo spazio vuoto.
Completa con un nome: l'interesse finale del narratore passa dalla gara sulla precedenza delle idee al valore della ____ fra Paolo e Irene.
Indica se l’affermazione è vera o falsa.
Nel finale la vecchia busta conserva un valore documentario, ma riguarda il pensiero precedente di Paolo.
Scegli un’opzione.
Quale continuazione sarebbe coerente con i limiti del narratore?
- Raccontare ciò che Irene gli ha riferito, senza inventare le parole della lettera.
- Trascrivere la vecchia lettera, come se l'avesse letta nell'armadio.
- Descrivere la riunione dal pensiero di Irene, come se vi avesse assistito.
