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Il Cinquecento e la codificazione della lingua letteraria

Classe quarta, secondaria di secondo gradoPercorso edumaterial

Che cosa imparerai

  • Distinguere norma, letteratura e parlato.

Prima di iniziare

  • Varietà linguistiche
  • Umanesimo

L'idea centrale

Nel Cinquecento la discussione sulla lingua letteraria italiana confrontò modelli diversi: l'imitazione dei grandi autori trecenteschi, l'uso della corte e il fiorentino contemporaneo non coincidevano. Le proposte riguardavano quali testi assumere a norma e per quali generi, non la lingua parlata in modo uniforme da tutti gli abitanti della penisola. Stampa, grammatiche e vocabolari facilitarono la stabilizzazione di forme scritte, mentre gli usi locali continuarono a variare. Occorre quindi distinguere prescrizione, pratica letteraria e parlato.

La «questione della lingua» del Cinquecento non è una votazione sull'unica lingua parlata in tutta Italia. Interroga quale modello adottare per la scrittura letteraria in una penisola con usi locali differenti. Nelle Prose della volgar lingua, Bembo propone un riferimento autorevole alla tradizione toscana trecentesca, distinguendo anche modelli di prosa e poesia. Altri orientamenti valorizzano l'uso contemporaneo o una lingua di corte. Occorre confrontare destinatario, genere e scopo: una norma per la poesia non descrive automaticamente il parlato di mercanti e contadini, e la diffusione di un modello scritto non cancella le varietà vive.

La stampa favorisce la circolazione e la stabilizzazione di forme editoriali, ma non produce da sola un accordo immediato. Un editore deve scegliere grafia, lessico e forme coerenti con un modello; un lettore moderno deve distinguere la data del testo dalla data di una sua edizione corretta. Una variante cinquecentesca non è «errore» solo perché differisce dall'italiano attuale. Per interpretarla chiedi chi l'ha scritta, per quale pubblico, in quale genere e con quali alternative disponibili. La codificazione è quindi un processo storico di selezione e prestigio, non la scoperta di una grammatica naturale valida identicamente per ogni luogo e secolo.

Criterio
Per ogni proposta identifica il modello di autori o parlanti, l'obiettivo dello scritto e la prova portata; confronta la norma con esempi d'uso, senza inferire uniformità sociale.

Come procedere

  1. Per ogni proposta identifica il modello di autori o parlanti, l'obiettivo dello scritto e la prova portata; confronta la norma con esempi d'uso, senza inferire uniformità sociale.

Esempio svolto

Due editori del 1530 preparano lo stesso testo poetico: uno sceglie forme ispirate ai poeti trecenteschi, l'altro forme diffuse nella conversazione della propria città. Che cosa puoi dedurre sulle loro scelte, e che cosa no?

  1. Identifico genere e contesto: è un testo poetico destinato alla stampa, non una registrazione del parlato comune.
  2. Confronto i criteri: il primo privilegia un modello letterario storico, il secondo un uso urbano contemporaneo.
  3. Delimito la conclusione: le scelte mostrano orientamenti diversi, non provano che tutti gli italiani parlassero una delle due forme.

Sono due criteri editoriali concorrenti; nessuno descrive automaticamente il parlato di tutta la penisola.

Errore da evitare

Descrivere la codificazione come un accordo immediato dell'intera popolazione o ridurre tutti i modelli al solo fiorentino parlato.

Controllo e limiti

  • Le varietà indicate sono categorie storiche, non un elenco esaustivo.
  • La ripartizione tra terza e quarta è una scelta editoriale.
Tres columnas comparan textos literarios elegidos como modelo, tratados de norma y habla cotidiana; ninguna columna equivale por sí sola a las otras.
Distinguere norma, letteratura e parlato. Le varietà indicate sono categorie storiche, non un elenco esaustivo.

Prova subito

  1. Vedi l'illustrazione

    Una grammatica prescrive una forma: prova l'uso parlato universale?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: No.

    La norma scritta e le pratiche orali vanno documentate con fonti diverse.

    Risposta: No.

    La norma scritta e le pratiche orali vanno documentate con fonti diverse.

  2. Vedi l'illustrazione

    Quale differenza esiste tra modello trecentesco e corte contemporanea?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: La scelta dei testi e dei parlanti assunti come riferimento.

    I due criteri fondano standard letterari diversi.

    Risposta: La scelta dei testi e dei parlanti assunti come riferimento.

    I due criteri fondano standard letterari diversi.

  3. Vedi l'illustrazione

    Perché la stampa contribuì alla stabilizzazione?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: Riproduceva e diffondeva forme scritte selezionate.

    La circolazione ampia favoriva il riconoscimento di modelli, senza eliminare le varietà.

    Risposta: Riproduceva e diffondeva forme scritte selezionate.

    La circolazione ampia favoriva il riconoscimento di modelli, senza eliminare le varietà.

  4. Vedi l'illustrazione

    Un editore aggiorna la grafia di un testo cinquecentesco. Puoi usare la sua edizione per provare la grafia originale senza controllare il testimone?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: No.

    Una scelta editoriale moderna può sostituire la grafia del testimone storico.

    Risposta: No.

    Una scelta editoriale moderna può sostituire la grafia del testimone storico.

  5. Vedi l'illustrazione

    Una forma locale è diversa dal modello letterario scelto da Bembo. È necessariamente un errore linguistico per chi la usa nel proprio contesto?

    Vedi la soluzione spiegata

    Risposta: No.

    Una norma di scrittura letteraria non coincide con tutti gli usi parlati e locali.

    Risposta: No.

    Una norma di scrittura letteraria non coincide con tutti gli usi parlati e locali.

Allineamento curricolare e fonti

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