Il participio: ge- -t, ge- -en, e quelli che non prendono ge-
QCER A2 · fascia 1
Fasce di edumaterial dentro il livello. Il quadro europeo non le suddivide.
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Il participio si fabbrica con tre pezzi: ge- davanti, la radice in mezzo e -t o -en dietro. I verbi regolari fanno ge- + radice + -t: gespielt, gemacht, gekauft. I forti fanno ge- + radice + -en e quasi sempre cambiano la vocale: sprechen dà gesprochen, trinken dà getrunken. E ci sono due famiglie che NON prendono ge-: quelli in -ieren e quelli che iniziano con be-, ver-, er-, ent-, ge- o zer-.
L'errore tipico. Mettere ge- a tutto. È gestudiert quello che esce da solo, e la forma giusta è studiert. Il motivo non è grammaticale, è di suono: il ge- si mette solo quando l'accento cade sulla PRIMA sillaba. In studieren cade alla fine e in verkaufen cade sulla radice, quindi in entrambi il ge- è di troppo.
Perché sfugge proprio a te. L'italiano ha già i participi forti —preso, scritto, letto— quindi l'idea di due famiglie non è nuova. Quello che è nuovo è il prefisso: nessuna forma italiana mette qualcosa DAVANTI al verbo per fare il participio, e il ge- si dimentica proprio perché non assomiglia a niente.
