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in, auf, an…: le nove che reggono due casi secondo wo o wohin

QCER A2 · fascia 2

Fasce di edumaterial dentro il livello. Il quadro europeo non le suddivide.

La regola, in tre righe

Nove preposizioni reggono i due casi e scelgono con una sola domanda: in, an, auf, über, unter, vor, hinter, neben, zwischen. Se la frase risponde a WOHIN —dove verso, c'è movimento verso quel posto— va l'accusativo: Ich gehe in die Küche. Se risponde a WO —dove, niente esce dal suo posto— va il dativo: Ich bin in der Küche. E da lì escono le contrazioni: in das = ins, in dem = im, an das = ans, an dem = am.

L'errore tipico. Decidere dal verbo invece che dalla domanda. Non è che gehen chieda l'accusativo e sein il dativo: Ich tanze im Zimmer è ballare dentro la stanza e Ich tanze ins Zimmer è entrarci ballando. Stesso verbo, due casi, due scene. La domanda che decide è sempre wo o wohin, e va fatta a tutta la frase, non al verbo.

Perché sfugge proprio a te. L'italiano usa in per entrambe —«vado in camera», «sono in camera»— quindi è la lingua che aiuta di meno qui: la stessa preposizione, lo stesso articolo e nessun segnale. Tutta la differenza in tedesco sta nel caso, e in italiano non c'è niente a cui appoggiarsi.