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Francese parlato e scritto: adattare il registro

QCER B1

Che cosa imparerai

  • Riconoscere tratti frequenti del francese colloquiale senza considerarli errori universali né ortografia standard.
  • Riformulare lo stesso messaggio per conversazione informale, messaggio personale o scrittura formale secondo pubblico e scopo.

L'idea

Non esistono due grammatiche scollegate: esiste un continuum di registri. Una forma si valuta in base a chi parla, a chi, con quale scopo e in quale genere.

Nella conversazione spontanea e informale, “ne” cade molto spesso: “je sais pas”. Si conserva di più nel parlato sorvegliato e normalmente nella scrittura formale: “je ne sais pas”. Un messaggio personale può collocarsi tra i due estremi.

“On” è la forma abituale di “nous” in molta conversazione: “on arrive à huit heures”. “Nous” resta vivo ed è naturale quando si vuole mettere in rilievo il gruppo o in molti generi scritti. Non esiste un confine che vieti on in ogni testo scritto.

Le domande formano una scala: l’intonazione —“tu viens ?”— è comune nell’informale; “est-ce que tu viens ?” è neutra; “viens-tu ?” è più formale o tipica di certi generi. Tutte e tre sono grammaticali nel loro contesto.

Riduzioni come “t’as”, “y a” o la trascrizione “j’suis” rappresentano pronunce frequenti. Possono comparire nel dialogo, nella messaggistica molto informale o nella scrittura stilizzata; in una lettera amministrativa si recuperano “tu as”, “il y a”, “je suis”. Ortografia standard, accordo e cortesia restano quando il genere li richiede.

Paradigma operativo

FunzioneInformale colloquialeNeutroFormale scritto
negaciónje sais pasje ne sais pasje ne dispose pas de cette information
grupoon arrive à huit heuresnous arrivons à huit heuresnous vous confirmons notre arrivée
preguntatu viens ?est-ce que vous venez ?pourriez-vous confirmer votre venue ?
reducciónt’as reçu ?tu as reçu ?avez-vous reçu le document ?

La colonna formale non è una traduzione parola per parola: adatta anche rapporto e scopo.

Come suona

  • Nous n’avons pas reçu le document. Pourriez-vous nous le renvoyer ?Il destinatario istituzionale richiede “vous”. La negazione recupera “ne”. “On” si precisa come “nous”. La richiesta usa il condizionale di cortesia.
Due figure conversano con fumetti arrotondati e un telefono; dall’altro lato compaiono un documento ordinato, una busta e un podio.
Lo stesso contenuto cambia forma quando cambiano destinatario, canale e scopo.

Ora tocca a te

Due o tre, per verificare che quanto sopra si sia capito.

  1. Usa questa immagine

    In un’email formale, riformula: “On a pas compris la consigne.”

    Nous n’avons pas compris la consigne. — La versione formale esplicita “nous”, conserva “ne” ed evita la chiusura colloquiale.

  2. Usa questa immagine

    In una chat tra amici, quale domanda è coerentemente informale?

    T’arrives quand ? — L’elisione colloquiale di “tu” e la domanda per intonazione si adattano a una chat tra amici.

  3. Usa questa immagine

    In una richiesta a un’amministrazione, scegli la domanda adeguata.

    Pourriez-vous me confirmer la date ? — “Vous” e il condizionale di cortesia costruiscono una richiesta formale completa.

Quando non vale

Ciò che rompe la regola, detto. Nasconderlo è ciò che ti fa sentire ingannato all'esame.

  • Conversazione tra amiciT’arrives quand ?
  • Domanda neutraQuand est-ce que vous arrivez ?
  • Richiesta formalePourriez-vous me confirmer votre heure d’arrivée ?

Quello che la tua lingua ti spinge a dire

Si dice male Madame, j’ai pas reçu votre réponse. Tu peux répondre ?

Si dice bene Madame, je n’ai pas reçu votre réponse. Pourriez-vous me répondre ?

Il problema non è soltanto “ne”: “Madame”, il tu e la richiesta diretta mescolano relazioni incompatibili. Il registro si corregge come sistema.

Allineamento curricolare e fonti

Quando ti è chiaro

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